Spagna - Argentina

Quando in palio c’è la coppa più desiderata del pianeta, l’aria si fa pesante. Spagna contro Argentina non è mai una sfida qualunque: da un lato la Roja, figlia del talento puro di Lamine Yamal e di un possesso palla verticale; dall’altro la Scaloneta, campione uscente guidata dalla leadership di Messi. Arrivate a questo atto finale con percorsi differenti, le due nazionali si affrontano con l’ossessione di entrare nella storia.

I primi quarantacinque minuti offrono uno spartito tattico nitido e feroce. La Spagna prende in mano il pallino del gioco facendo girare la sfera, mentre l'Argentina accetta di abbassare il baricentro per colpire in contropiede. È un primo tempo di duelli serrati: la Roja sfiora il gol con un'incursione centrale, ma l'Albiceleste risponde subito con una ripartenza velenosa. All'intervallo è parità, fedele specchio di un equilibrio totale.

Nella ripresa le squadre si allungano e la tensione sale. La Spagna alza il ritmo e inserisce forze fresche dalla panchina, mentre l'Argentina erige un muro insuperabile che trascina il match sullo 0-0 fino al 90'. Serve il secondo tempo supplementare per spezzare l'incantesimo: al 106' Nico Williams serve l'accorrente Ferran Torres, che di sinistro batte Martinez e firma il gol vittoria. 

Al fischio finale la Spagna vince 1-0 ed è Campione del Mondo 2026. L’Argentina esce a testa altissima dopo una battaglia epica, ma la zampata da vero rapace d’area di Ferran Torres regala il secondo titolo iridato alla storia della Roja.

Matteo Roberto