PSG - ARSENAL

 L'atmosfera di Budapest è quella delle grandi serate destinate a rimanere scolpite negli annali del calcio. Paris Saint-Germain e Arsenal si incrociano nell'atto conclusivo della Champions League 2026 con ambizioni speculari: da una parte i francesi puntano a confermarsi sul trono d'Europa, dall'altra i Gunners di Arteta si presentano all'appuntamento con la storia al culmine di un percorso straordinario. Le due squadre si sfidano a viso aperto per il titolo più ambito.

L'avvio di gara è folgorante e rompe subito gli indugi. Al 6' l'Arsenal sblocca il punteggio al primo affondo: Kai Havertz scappa in contrapiede e trafigge il portiere avversario per l'1-0 londinese. Il PSG incassa il colpo ma reagisce con veemenza, alzando il baricentro e prendendo in mano il possesso palla. I Gunners chiudono ogni varco con ordine, difendendo il vantaggio tra duelli ad alta intensità fino al duplice fischio dell'arbitro.

Nella ripresa i parigini aumentano la pressione e al 65' conquistano un calcio di rigore solare: dal dischetto Ousmane Dembele resta freddissimo e spiazza Raya per l'1-1. Il risultato non cambia fino ai supplementari, trascinando la finale alla lotteria dei rigori. Dal dischetto il PSG si dimostra infallibile, mentre per l'Arsenal risulta fatale l'errore decisivo di Gabriel, che spara alle stelle il pallone della resa.

Il Paris Saint-Germain trionfa 5-4 dopo i tiri di rigore e centra un leggendario back to back continentale. L'Arsenal esce a testa altissima al termine di una stagione fantastica, vissuta da protagonista assoluta sia in patria che in Europa, ma la freddezza dal dischetto e la zampata di Dembele incoronano ancora una volta i campioni di Parigi.

Matteo Roberto