Parioli VS Arce 1932
Nella ventitreesima giornata del girone B di Eccellenza laziale, il Parioli affronta l’Arce in una gara che per il Prioli pesa come un macigno. Per i padroni di casa, invischiati nelle zone basse della classifica, ogni punto può diventare ossigeno nella corsa salvezza.
Il primo tempo si complica presto per il Parioli, che prova a partire con ordine ma si ritrova costretto a inseguire. Il vantaggio ospite nasce da una fase in cui il Parioli fatica a uscire pulito dalla pressione e concede metri negli ultimi trenta metri. La squadra di casa cerca di reagire affidandosi a qualche giocata sulle corsie e a palloni sporchi da contendere in area, ma senza successo. L’Arce, invece, quando accelera dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa, soprattutto attaccando gli spazi alle spalle della linea difensiva. Il raddoppio appesantisce ulteriormente la gara e lascia il Parioli con una montagna da scalare. Prima dell’intervallo i padroni di casa provano a rimettere dentro energia e orgoglio.
Nella ripresa il Parioli rientra con un altro spirito, più aggressivo sulle seconde palle e più disposto a rischiare qualcosa nella metà campo avversaria. La squadra di casa alza il baricentro, forza qualche giocata in verticale e comincia a portare più uomini a ridosso dell’area dell’Arce.
Lo sforzo viene premiato dal gol di Piccolelli, che accorcia le distanze e riaccende una partita che sembrava ormai indirizzata. Da quel momento il Parioli prova a cavalcare l’entusiasmo, spingendo soprattutto con cross e palloni messi dentro alla ricerca della deviazione giusta..
L’episodio che cambia il finale arriva intorno all’ottantesimo, quando il Parioli resta in dieci per l’espulsione dell’attaccante subentrato. Il rosso pesa ed influisce sui restanti minuti di gara: appena la squadra di casa perde equilibrio, l’Arce trova il gol del 3-1 e chiude di fatto la partita.
Il Parioli resta con il rammarico di aver riaperto la gara con Piccolelli, prima di pagare carissima l’espulsione nel finale. Per una squadra che lotta nelle zone basse, sono proprio questi dettagli a fare la differenza.